Il PIA Turismo apre alle aggregazioni tra imprese con programmi tra 5 e 40 milioni di euro!
La crescita del turismo pugliese entra in una fase nuova: meno frammentazione, più integrazione. Il vero salto competitivo oggi passa dalle Reti di Imprese, capaci di unire competenze, filiere e territori per costruire progetti strutturati, innovativi e finanziariamente solidi.
Alla BIT la Regione ha presentato le opportunità della programmazione 2021–2027, mettendo in evidenza strumenti pensati per favorire investimenti di scala e collaborazione tra operatori. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la competitività internazionale attraverso partenariati stabili tra imprese della ricettività, servizi turistici, innovazione tecnologica, formazione e filiere collegate.
Gli strumenti regionali attivi – tra Contratti di Programma, PIA, MiniPIA, STEP, Nidi e TecnoNidi – hanno già generato oltre 4 miliardi di euro di investimenti complessivi, con più di 2,19 miliardi di agevolazioni concesse e un impatto occupazionale stimato superiore alle 8.000 unità. In questo scenario, il turismo rappresenta uno degli ambiti più dinamici, soprattutto quando opera in forma aggregata.
Il PIA Turismo è particolarmente strategico per le Reti di Imprese: finanzia programmi compresi tra 5 e 40 milioni di euro, dimensione ideale per progetti integrati che coinvolgano più soggetti lungo la catena del valore. Sono già 25 le iniziative candidate, per 374 milioni di investimenti e oltre 208 milioni di contributi richiesti, con 566 nuovi posti di lavoro attesi.

Non si tratta di semplici ampliamenti ricettivi. I programmi devono combinare investimenti produttivi con innovazione tecnologica o formazione, e possono includere interventi per la sostenibilità ambientale, l’internazionalizzazione e servizi specialistici. Per una rete, questo significa poter distribuire ruoli e competenze: chi investe in infrastrutture, chi sviluppa soluzioni digitali, chi cura la promozione sui mercati esteri, chi implementa percorsi di formazione avanzata.
Accanto a questo strumento, il MiniPIA Turismo amplia le opportunità per le PMI e le microimprese, favorendo reti territoriali anche su progetti tra 30 mila e 5 milioni di euro. Le 201 iniziative presentate finora valgono 271 milioni di euro di investimenti e oltre 135 milioni di agevolazioni richieste, con 441 nuovi occupati previsti. Anche qui l’integrazione tra produzione, transizione digitale ed ecologica e formazione è requisito centrale.
Nel complesso, i due strumenti dedicati al turismo contano 226 iniziative, più di 645 milioni di euro di investimenti attivati e oltre mille nuovi posti di lavoro attesi. Numeri che si inseriscono in un contesto di 6,7 milioni di arrivi e 22,7 milioni di presenze annue, con un’incidenza del settore intorno al 13% del PIL regionale.
Per le Reti di Imprese, tuttavia, la leva più interessante è territoriale. In Puglia sono 55 i Comuni compresi nelle cinque aree della Strategia Nazionale per le Aree Interne – Alto Salento, Alta Murgia, Gargano, Monti Dauni e Sud Salento – territori che coprono oltre 3.700 chilometri quadrati e ospitano circa 230 mila residenti. Qui la programmazione FESR concentra circa 79 milioni di euro per progetti di valorizzazione turistico-culturale e sviluppo locale.
Per una rete, le aree interne rappresentano un laboratorio ideale: recupero di immobili pubblici, riqualificazione di spazi urbani e rurali, tutela del patrimonio culturale, creazione di offerte esperienziali integrate. Masserie, trulli, edifici storici inutilizzati possono diventare nodi di un sistema coordinato, non iniziative isolate. Campeggi, marina resort, infrastrutture sportive e centri congressuali possono essere ripensati in chiave di filiera.
La vera opportunità non è solo accedere a un contributo, ma costruire modelli collaborativi stabili, capaci di presentarsi sui mercati internazionali con una massa critica adeguata.
La transizione da crescita spontanea a pianificazione strutturata passa proprio da qui: fare rete per moltiplicare competenze, condividere rischi, attrarre capitali e generare impatti occupazionali duraturi. In questo scenario, la Puglia si propone come terreno fertile per aggregazioni imprenditoriali che vogliano investire con visione industriale e respiro internazionale.
